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PNRR: Il Piano Per La Ripresa

By consulteam inAttualità

Il “Piano per la ripresa e la resilienza” (PNRR) è il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea per fronteggiare la crisi economica provocata dal Covid-19.

Il documento di 337 pagine, entro il 30 aprile sarà inviato alla Commissione Europea.

I punti cardine del piano sono:

  1. Digitalizzazione, Innovazione, Competitività E Cultura: ha l’obiettivo di garantire la copertura di tutto il territorio con reti a banda ultra-larga, migliorare la competitività delle filiere industriali, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese.
  2. Rivoluzione Verde E Transizione Ecologica: Comprende interventi per l’agricoltura sostenibile e per migliorare la capacità di gestione dei rifiuti; programmi di investimento e ricerca per le fonti di energia rinnovabili; investimenti per lo sviluppo delle principali filiere industriali della transizione ecologica e la mobilità sostenibile. Prevede inoltre azioni per l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato; e iniziative per il contrasto al dissesto idrogeologico, per salvaguardare e promuovere la biodiversità del territorio, e per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche.
  3. Infrastrutture Per Una Mobilità Sostenibile: ha l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale e potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno. Potenzia i servizi di trasporto merci secondo una logica intermodale in relazione al sistema degli aeroporti. Promuove l’ottimizzazione e la digitalizzazione del traffico aereo.
  4. Istruzione E Ricerca: punta a colmare le carenze strutturali, quantitative e qualitative, dell’offerta di servizi di istruzione nel nostro Paese, in tutto in ciclo formativo. Prevede l’aumento dell’offerta di posti negli asili nido, favorisce l’accesso all’università, rafforza gli strumenti di orientamento e riforma il reclutamento e la formazione degli insegnanti. Include anche un significativo rafforzamento dei sistemi di ricerca di base e applicata e nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico, per innalzare il potenziale di crescita.
  5. Inclusione E Coesione: investe nelle infrastrutture sociali, rafforza le politiche attive del lavoro e sostiene il sistema duale e l’imprenditoria femminile. Migliora il sistema di protezione per le situazioni di fragilità sociale ed economica, per le famiglie, per la genitorialità. Promuove inoltre il ruolo dello sport come fattore di inclusione e potenzia il Servizio Civile Universale. Un’attenzione specifica è riservata alla coesione territoriale, col rafforzamento delle Zone Economiche Speciali e la Strategia nazionale delle aree interne.
  6. Salute: mira al rafforzamento della prevenzione e dell’assistenza sul territorio, con l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Potenzia il Fascicolo Sanitario Elettronico e lo sviluppo della telemedicina. Sostiene le competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, oltre a promuovere la ricerca scientifica.

I punti cardine summenzionati, saranno accompagnati anche da 4 importanti riforme:

  1. Pubblica Amministrazione;
  2. Giustizia;
  3. Semplificazione Della Legislazione;
  4. Promozione Della Concorrenza.

Per la riforma strutturale della P.A. si guarda al ricambio generazionale e all’adeguamento delle competenze, nonché alla semplificazione normativa e amministrativa e di digitalizzazione delle procedure.

Obiettivo fondamentale per il settore Giustizia, è la riduzione del tempo del giudizio. Prioritari, a tal fine, saranno gli interventi di: organizzazione e rafforzamento dell’ufficio del processo; riforma del processo civile e Alternative Dispute Resolution (ADR); Riforma della giustizia tributaria; riforma del processo penale; riforma dell’Ordinamento giudiziario.

Riforme previste anche in tema di semplificazione normativa e razionalizzazione della legislazione poiché, come si legge nella bozza “l’eccesso di leggi e la loro scarsa chiarezza ostacolano la vita dei cittadini e frenano le iniziative economiche“.

Ancora, prevista una normativa speciale sui contratti pubblici che rafforzi le semplificazioni già varate con il decreto-legge n. 76/2020 (la cui efficacia temporale verrebbe prorogata), nonché una semplificazione dei controlli della Corte dei conti sui contratti.

Per quanto riguarda l’Istruzione, diversi sono gli obiettivi, come quelli volti ad aumentare i posti negli asili nidi e nelle scuole dell’infanzia, nonché l’offerta a tempo pieno nella primaria, rendere obbligatorio l’uso dei test PISA/INVALSI, favorire l’accesso alle Università e ridurre l’abbandono scolastico nella scuola secondaria. Per il personale della scuola, invece, si mira a una riforma per costruire un sistema di “formazione di qualità”, a partire dall’istituzione di un organismo qualificato deputato alle linee di indirizzo della formazione del personale scolastico in linea con gli standard europei: si tratta della c.d. “Scuola di Alta Formazione” ideata come “Agenzia del Ministero dell’istruzione”, che sarà una struttura leggera e sarà dotata di un comitato tecnico-scientifico di elevato profilo professionale.

Il piano prevede anche la c.d. Riforma delle lauree abilitanti ma solo per determinate professioni, che prevede la semplificazione delle procedure per l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rendendo l’esame di laurea coincidente con l’esame di stato, con ciò rendendo semplificando e velocizzando l’accesso al mondo del lavoro da parte dei laureati.
Prevista infine una riforma fiscale, che affronti anche il tema delle imposte e dei sussidi ambientali.

  • Trattamento fiscale dei contributi erogati dalla Regione in favore di lavoratori parasubordinati e lavoratori autonomi
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