Consulteam S.r.l.

Orari Uffici

Lun – Ven dalle 9 alle 18

+39 342 09 33 216

Hai domande? Contattaci.

Richiedi Informazioni
  • Home
  • Chi siamo
  • Servizi
    • Finanza Agevolata
      • Credito di Imposta per attività di Ricerca e Sviluppo
      • Credito di Imposta “Bonus Investimenti Sud”
      • Credito di imposta ZES unica
      • Credito di imposta per i beni strumentali 4.0
      • Resto al SUD
      • Bando ISI 2024
    • Attestazione SOA
    • Certificazione dei Sistemi di Gestione
      • ISO 9001
      • ISO 14001
      • ISO 37001
      • ISO 45001
    • Sicurezza sul Lavoro
      • SGSL
    • Privacy
    • Gare d’Appalto
      • Rating di Legalità
    • Consulenza sul modello organizzativo ai sensi del D.Lgs 231
  • Contatti
Consulteam S.r.l.

L’ANAC sul principio di affidamento diretto e principio di rotazione

By consulteam inAppalti pubblici

L’ANAC si è pronunciata sul principio di affidamento diretto e sul principio di rotazione stabilendo a riguardo che l’affidamento diretto deve essere sempre motivato, anche in caso di appalti sotto soglia (ai quali spesso le SA ricorrono tramite frazionamento artificioso) e non deve essere attuato in violazione del principio di rotazione degli appalti.

Nello specifico, si tratta di caratteri essenziali, in materia di contrattualistica pubblica, che un’amministrazione comunale ha totalmente disatteso, come si evince dall’Atto del Presidente ANAC del 13 settembre 2023, con il quale ha segnalato un modus operandi difforme dalle disposizioni del Codice dei Contratti Pubblici e delle Linee Guida ANAC n. 4.  Nell’arco di 5 anni, su 222 appalti di lavori, la SA ha effettuato 206 affidamenti diretti e 16 procedure negoziate, cui si aggiungono solo 4 procedure aperte.

Come espresso nelle Linee Guida n. 4, ANAC ribadisce che il ricorso all’affidamento diretto deve essere debitamente motivato in ordine alle ragioni del ricorso a tale procedura, ed in merito ai criteri per la selezione degli operatori economici e delle offerte. Un ricorso così ampio a procedure semplificate (affidamenti diretti e negoziate), in luogo dell’espletamento di procedure aperte (solo 5 in ben 5 anni), costituisce, quantomeno, l’indice sintomatico di una carenza nella fase programmatoria, quale fase propedeutica nell’affidamento di appalti pubblici.

Secondo le stesse Linee Guida, infatti, “al fine di evitare un artificioso frazionamento dell’appalto, volto a eludere la disciplina comunitaria, le stazioni appaltanti devono prestare attenzione alla corretta definizione del proprio fabbisogno in relazione all’oggetto degli appalti, specialmente nei casi di ripartizione in lotti, contestuali o successivi, o di ripetizione dell’affidamento nel tempo”.

Da ciò emerge quindi, la necessità di una programmazione mirata ed efficace.

Tale carenza programmatoria emerge in un’altra area della stessa amministrazione, con affidamenti diretti e frazionamento di molte commesse, che invece avrebbero dovuto essere considerate in via unitaria ed affidate attraverso procedure maggiormente competitive. Secondo l’Autorità, tale situazione integra una violazione dell’articolo 35 del D.lgs. n. 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici), secondo cui al fine di evitare un’applicazione strumentale del criterio di calcolo del valore di un appalto, la scelta del metodo per il calcolo non può essere fatta con l’intenzione di escluderlo dall’ambito di applicazione del codice, tranne nel caso in cui ragioni oggettive lo giustifichino.

Dall’analisi del modus operandi della SA, è emersa anche la violazione del principio di rotazione, con ben 29 affidamenti diretti allo stesso operatore.

Spiega ANAC che il principio di rotazione assume valenza generale, valevole anche per gli affidamenti diretti, nei quali deve essere garantita l’effettiva possibilità di partecipazione alle micro, piccole e medie imprese ed evitare lo stabilizzarsi di rendite di posizione in capo ad alcuni operatori, cui possono derivare vantaggi dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento, soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti non è elevato.

La stazione appaltante è tenuta al rispetto del principio di rotazione degli inviti, al fine di favorire la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei e di evitare il consolidarsi di rapporti esclusivi con alcune imprese.

Questo principio, che nelle procedure negoziate comporta il divieto di reinvito dell’aggiudicatario, nonché dell’operatore invitato non aggiudicatario, negli affidamenti diretti ex art. 36 comma 2 lett. a) del D.lgs. n. 50/2016 prevede il divieto di riaffidamento nei confronti del contraente uscente.

Il divieto di riaffidamento non assume valenza assoluta, in quanto si ritiene ammissibile una deroga da parte della stazione appaltante che reinviti o riaffidi al contraente uscente, purché motivi in maniera puntuale la scelta “in considerazione della particolare struttura del mercato e della riscontrata effettiva assenza di alternative, tenuto altresì conto del grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale (esecuzione a regola d’arte e qualità della prestazione, nel rispetto dei tempi e dei costi pattuiti) e della competitività del prezzo offerto rispetto alla media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento” (Linee Guida n. 4).

A riguardo, anche il Consiglio di Stato reputa pienamente rispondente ai principi di proporzionalità, economicità ed efficacia dell’attività amministrativa la possibilità di deroga in capo alla stazione appaltante “ferma la necessità che la motivazione relativa dia esplicitamente conto della non ricorrenza nel singolo caso dell’ipotesi di un arbitrario ed elusivo frazionamento della commessa, assumendo a tal fine come riferimento un periodo pari a tre anni solari”.

L’ANAC sottolinea la negazione a frazionamenti artificiosi, infatti, sebbene l’elevato grado di soddisfazione, inerente all’esecuzione a regola d’arte, alla qualità della prestazione, al rispetto dei tempi e dei costi pattuiti dei precedenti contratti conclusi, possa giustificare il riaffidamento e consentire una deroga al principio di rotazione, tuttavia, l’applicazione dello stesso “non può essere aggirata, con riferimento agli affidamenti operati negli ultimi tre anni solari, mediante ricorso a: arbitrari frazionamenti delle commesse o delle fasce; ingiustificate aggregazioni o strumentali determinazioni del calcolo del valore stimato dell’appalto; alternanza sequenziale di affidamenti diretti o di inviti agli stessi operatori economici; affidamenti o inviti disposti, senza adeguata giustificazione, ad operatori economici riconducibili a quelli per i quali opera il divieto di invito o affidamento.”.

  • Riduzione delle ore di formazione sulla sicurezza nella bozza di accordo Stato-Regioni
    Previous ArticoloRiduzione delle ore di formazione sulla sicurezza nella bozza di accordo Stato-Regioni
  • Next ArticoloChiarimenti ANAC sulla natura dell’appalto
    Riduzione delle ore di formazione sulla sicurezza nella bozza di accordo Stato-Regioni

Related Posts

Il Parere del MIT sull’obbligo di verifica di iscrizione alla white list
Appalti pubblici

Il Parere del MIT sull’obbligo di verifica di iscrizione alla white list

La differenza tra presentazione dell’ offerta e rilancio in presenza nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici
Appalti pubblici

La differenza tra presentazione dell’ offerta e rilancio in presenza nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici

MIT: appalti di servizi relativi a più unità operative della stessa Stazione Appaltante
Appalti pubblici

MIT: appalti di servizi relativi a più unità operative della stessa Stazione Appaltante

Tar Campania: Appalti pubblici e verifica costi manodopera
Appalti pubblici

Tar Campania: Appalti pubblici e verifica costi manodopera

Lascia un commento (Cancel reply)

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*
*

Forniamo un valido supporto alle imprese che non vogliono sopravvivere ma crescere in professionalità ed innovazione

NAVIGA

  • Home
  • Chi siamo
  • Contatti

ARTICOLI RECENTI

  • Semplificazione delle procedure di trasmissione dei documenti ad ANAC dal 1° gennaio 2024
  • Modello organizzativo 231: cos’è e come si organizza
  • Appalti a società miste: i limiti di partecipazione

CONTATTI

Via Giacomo Matteotti, 5 - 82020 - Buonalbergo (BN)
info@consulteam-srl.com
consulteam@arubapec.it
+39 342 09 33 216

© 2020 ConsulTeam S.r.l. P.IVA 01739360624

Cookie Policy
Privacy Policy
Copy